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Alla moglie spetta il risarcimento del danno da maltrattamenti PDF Stampa E-mail
Lunedì 25 Giugno 2012 08:19
Sembrerebbe un'affermazione scontata, ovvia, naturale. Invece in Italia sinora è avvenuto esattamente il contrario.
Il 99% dei Tribunali italiani, se è in corso un giudizio di separazione tra i coniugi, non accetta neppure di prendere in considerazione una domanda di risarcimento dei danni al coniuge (la moglie per lo più) che ha subito maltrattamenti e vessazioni da parte dell'altro. Questo, in quanto si è sinora ritenuto in sede giudiziaria che il risarcimento dei danni fosse un tutt'uno con la declaratoria di addebito di responsabilità della separazione, che conduce ad un aggravamento delle condizioni economiche e di mantenimento a carico del coniuge che è risultato "colpevole" della rottura dell'armonia coniugale.

Una recentissima sentenza del Tribunale di Venezia, invece, dimostrando di avere compiuto un passo in avanti nella comprensione delle situazioni di prevaricazione e di violenza, specie psicologica e morale, che si perpetrano dentro le mura domestiche, ha condannato a pagare 50.000 euro un marito "reo" di avere per anni tradito la moglie con un'altra donna negando l'evidenza della relazione, di averla umiliata trasferendosi di fatto a vivere con la propria madre già poco tempo dopo le nozze e di averla percossa più volte provocando nella moglie problemi psicologici e disturbi comportamentali.

Si tratta all'evidenza di un caso macroscopico di marito violento e prevaricatore, che costituisce un caso a sé stante, ma - come scrive il Tribunale - "pur tenendo conto di un contesto familiare problematico, il comportamento del marito ha integrato una grave e inescusabile violazione di norme di condotta imperative e inderogabili, con plurime aggressioni a beni e diritti fondamentali delle persone, quali l'incolumità e integrità fisica e la dignità dell'altro coniuge, che hanno superato la minima soglia di solidarietà e sipetto comunque doverosa, al partner".

Meglio tardi che mai! Si tratta di una prima, specifica sentenza in materia di rapporti coniugali "malati" che ripristina come può una disparità di trattamento inconciliabile con il vivere civile e con la dignità e il rispetto che ogni individuo può e deve pretendere dal partner.
Mi auguro davvero di poterne segnalare altre nel breve futuro.